VIAGGIO NEL NATALE!

Al nord del circolo polare artico, esiste una regione sterile, parte montuosa, parte piana 

con boscaglie e cespugli: è la Lapponia. In questa terra viveva un giorno un simpatico  vecchietto. In una capanna del bosco, tra boschi e ruscelli, Natale coltivava il suo  orticello, curava le sue renne, viveva tranquillo. Era vestito sempre di rosso, il suo colore  preferito, ed era un vecchietto buono e generoso che aiutava tutti i suoi vicini. Un giorno  pensò che era troppo poco quello che stava facendo e decise di dare agli altri qualcosa di  più. Un giorno gli apparve nel sonno un angioletto che con voce soave gli parlò di un  mondo lontano dove tutti i bambini aspettavano un dono che non avrebbero mai potuto  avere. L’ angioletto gli disse che avrebbe potuto partire e caricare la sua slitta con tanti  regali che glieli avrebbe fatti trovare lui la notte di Natale. Al risveglio Natale ricordò il  sogno e decise subito di partire accompagnato dai suoi figli. Una volta preparati uscirono  dalla loro casetta, attaccarono alla slitta le renne più forti e così Natale divenne “Babbo  Natale” e cominciò la sua avventura. Attraversò boschi e colline, salì sulle montagne,  passo ponti e superò valli sempre alla ricerca di chi poter aiutare. Arrivò in una città  bellissima dove pensò che tutti fossero felici. Ma non era così! Infatti fermatosi davanti a  un grande edificio gli parve di udire dei pianti di bimbi. Si trovava di fonte ad un  orfanotrofio dove molti bambini soffrivano. Natale ritenne che quello dovesse proprio  essere il luogo dove portare un po’ di gioia. Suonò alla porta e una volta entrato i  bambini gli si fecero incontro festosi ed egli incominciò ad aprire un grosso sacco. Il  primo regalo fu una scatola contenente un orsacchiotto, poi fu la volta di altre scatole  2 contenenti giocattoli di ogni tipo, sempre sognati e desiderati da quei bimbi ma mai  ricevuti. Babbo Natale era più felice di loro e capì che quella era proprio la sua  MISSIONE. Saltando e ballando per la gioia proseguì il suo viaggio. Si trovo davanti ad  un altro grande edificio: era un ospedale dove erano ricoverati tanti bimbetti sfortunati di  pochi anni. Natale cominciò a distribuire loro giocattoli e dolcetti. Com’ era bello vedere  la felicità stampata sul volto di quei bimbi. Natale però volle anche andare negli altri  dove c’erano adulti malati e tristi. A loro donò libri, riviste, leccornie e il sorriso ritornò  sui loro volti. Cammina, cammina, anzi, galoppa, galoppa, si trovò vicino ad una casetta.  Entrò dalla porta: sentiva che lì era atteso. C’era un grande albero addobbato con e sotto  Natale depose alcuni doni cercando di indovinare i gusti dei padroni di casa.  Proseguendo il suo viaggio arrivò in un villaggio dove c’era un raduno di giovani. Tra di  loro c’era uno un po’ birbantello che spingeva gli amici a fumare. Babbo Natale capì al  volo il pericolo che quei ragazzi sprovveduti stavano correndo. Si avvicinò loro e  cominciò a intrattenerli con un simpatico discorso. Raccontò che lui stava facendo un  lungo viaggio. Parlò della sua terra, dei suoi figli, delle sue renne e del compito che  doveva assolvere. Quei giovani, che non erano cattivi, lo ascoltarono con interesse e  decisero di accompagnare Babbo Natale nel suo prossimo viaggio. C’era chi voleva  salire su un auto, chi su una moto ma Natale propose loro di utilizzare una slitta come la  sua. In suo aiuto accorse l’angioletto che non l’aveva mai abbandonato e in un momento  fece apparire una slitta nuova di zecca guidata da due renne. I giovani, sempre più  meravigliati non si fecero neppure invitare e vi salirono sopra. Erano quattro ma ci  stavano comodamente. Natale riprese il suo viaggio seguito da loro che si misero a  3 cantare liete canzoni natalizie. Sorvolarono mari e montagne, città e villaggi e i giovani  erano stupiti e più che mai felici. Non avevano occhi e orecchie se non per ammirare ciò  che potevano osservare. Arrivarono in una città sconosciuta con tanti grattaceli dove gli  abitanti scuri di carnagione e all’apparenza molto poveri erano moltissimi e i bambini  erano assai numerosi. Si trovavano in un ghetto dove gli abitanti non avevano quasi più  desideri. Ma i bimbi, come tutti i bambini del mondo sognavano. Sognavano giocattoli,  dolci, felicità e sapevano che a Natale possono avvenire anche miracoli. Conoscevano il  Natale, ma temevano che sarebbe stato un giorno triste come tutti gli altri. Ma si  sbagliavano: infatti Natale capì che proprio lì doveva fermarsi. Con i suoi figli e i giovani  si presentò loro ed offrì tante cose che neppure potevano sognarle. Con gli occhi sgranati,  stupiti ma pieni di felicità i bimbi ringraziarono Babbo Natale. Il viaggio proseguì.  Lungo la strada incontrarono paesaggi nuovi e animali mai visti. I giovani che seguivano  Natale nei suoi spostamenti, erano raggianti di felicità e di stupore. Proseguendo lungo la  strada incontrarono un altro Babbo Natale che era il fratello di Natale. Come lo vide  Natale primo fu felice dato che era molto tempo che non si vedevano. Abitavano in due  case diverse senza sapere l’uno dell’altro della decisione presa di portare doni. Stupiti  dell’incontro si fermarono e si abbracciarono felici; si scambiarono notizie e ciascuno  volle ammirare i doni portati dall’altro. C’erano bambole, orsacchiotti, altri animali di  peluche, giochi elettronici, dolci, torte e caramelle di ogni forma. Decisero di proseguire  insieme per un tratto poiché avevano tante cose da dirsi sulle esperienze maturate nei  loro viaggi. Ragazzi ascoltavano sempre più meravigliati: non si aspettavano di venire a  conoscere tante meraviglie e ben presto dimenticarono la loro vita fatta di tante  4 sciocchezze e vanità. Dopo aver scavalcato monti, superato fiumi e città, arrivarono in un  bellissimo paesino di montagna dove incontrarono un elfo con le ali di farfalla che  propose si accompagnarli in una casetta dei dintorni dove qualcuno nella sua solitudine  temeva di essere stato dimenticato da tutti. L’ elfo gli disse di calarsi dal camino per non  farsi scoprire e lasciare lì i suoi doni per poter poi ammirare la gioia di chi li troverà.  Babbo Natale sempre più gioioso non si fece ripetere l’invito e allegramente saltò dentro  il camino anche se era un po’ stretto per lui. Depose tanti doni quanto più poté e si fermò  per osservare la scena. Ben presto una vecchietta che non riusciva a dormire, si avvicinò  al camino per accendere il fuoco, che per fortuna non era acceso all’arrivo di Babbo  Natale. Al vedere tutti quei pacchi di ogni forma e colore, pensò ad uno scherzo, ma  siccome Natale su ciascun pacco aveva scritto il suo nome, la vecchietta capì che erano  stati messi lì proprio per lui; credeva di sognare. Mai lei aveva ricevuto tanti regali. I  pacchi contenevano: un cappotto, un paio di scarpe, un giaccone una sciarpa e tante cose  buone da mangiare. Non era mai stata così felice e dimenticò la sua solitudine e la sua  povertà e capì che a volte anche i sogni possono diventare realtà. Babbo Natale felice con  i suoi giovani e i suoi figli, proseguì la sua strada per tutta la notte facendo felici  moltissime altre persone. Questa notte trascorse così veloce che l’ alba trovò ancora  Natale con i suoi figli e i suoi ragazzi in cammino. Presto però cercarono di scomparire  per non lasciarsi scorgere dai comuni mortali a cui tanto avevano dato con il loro amore.   



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